giovedì, ottobre 08, 2009

In una grande terra i tuoi sogni t'accompagneranno

Per Ernesto el furibondo Serna, rivoluzionario e calciatore; per Gigi, calciatore rivoluzionario, morti nella stessa settimana dell'ottobre del 1967 a migliaia di chilometri di distanza l'uno dall'altro. Faraway, so close.

Habla habla by Jest - ottobre 08, 2009 13:12 | Permalink | commenti (1)
martedì, settembre 01, 2009
B-ADDICTED // 85 punti + 9 di penalizzazione, fanno (trr.. trr...) 94. Ok, noi ne facciamo 95. Cento? D'accordo, puntiamo ai 100 punti.
Habla habla by Jest - settembre 01, 2009 18:27 | Permalink | commenti (8)
martedì, agosto 04, 2009

LA ROSINA PURPUREA DI CAIRO (ADDIO) // Doveva essere il 9 o 10 settembre di quattro anni fa e al Delle Alpi ci si poteva cuocere il culo sul seggiolino scolorito. Per la prima volta vedevo 11 granata e non ne conoscevo manco uno. Fra l'altro la metà erano pelati e ancora più difficili da distinguere uno dall'altro. Due erano capelloni, uno giocava a destra (Music) l'altro a sinistra (Balestri). C'era il pelatone alto e ho capito che era Fantini, C'era il pelato anziano (Brevi), il pelato pubalgico (Stellone) e il pelato magico. Voglio parlare di lui, che dopo mezz'ora aveva in testa una bendatura da trincea veneta che gli faceva il cranio a ogiva. Il match non era appassionante, lo era solo l'affetto col quale quasi trentamila persone si stringevano attorno a questa creazione dal nulla che era il primo Toro di Cairo. Alto poche spanne più della bandierina del corner, il magico pelato si aggirava per il campo pigliando palloni e facendoli scomparire tra le sue gambe iperattive. Verso la fine è partito, si è soffiato il naso con tre o quattro difensori, si è accentrato e di sinistro ha sparato una botta tremenda che per me era già all'incrocio e invece, sdeng! Quel rumore dei pali dal vivo, allo stadio, che sembra un effetto speciale e invece è una vibrazione che si propaga e senti tremare anche  il seggiolino scolorito. Oggi abbiamo visto un fenomeno. Nome: Alessandro Rosina. Per noi segaioli granata è stata un'Epifania. Abbiamo sognato bastioni bianconeri in fiamme, la sigla della Champions, la Legion d'Onore, la maglia granata sulla Coppa del Mondo, il Giudizio universale con Mazzola che tocca col suo piede quello di Rosina e crea di nuovo gli Invincibili. Venivamo dal "misto di Best, Garrincha e Gento" (cit.), il famigerato Magallanes, l'uruguaiano condannato dal Tribunale per i diritti dell'uomo per torture ai tifosi. E quindi c'è anche da capirci. Per un po' di tempo questo nanerottolo calabrese è stato il sogno. La serie A, lo spareggio col Mantova, il coast to coast nei secondi prima del fischio di Farina. E poi la ribalta, i gol, la vittoria di Bergamo e il gol alla Maradona. La fascia di capitano e il nuovo contratto, Mister Milione. Le pagelle sul sito, gli ammutinamenti negli spogliatoi, il cucchiaione alla Lazio, i problemi muscolari, le voci sui trans e le fighe e i night club. La traversa nel derby con Buffon stecchito, Il gol-salvezza di Livorno. Gli sputi a Superga, le lacrime all'Olimpico, la serie B. Siamo di nuovo all'inferno e di lui ci saremo dimenticati, fra poco. Da qualche giorno è un giocatore dello Zenith di San Pietroburgo e un po' si è avvicinato a ciò che desideravamo, cioè spedirlo in Siberia. Scusaci, Alessandro Rosina, se abbiamo sognato quel che non sei mai stato,  buona fortuna.

nella foto: ma vacci tu, va..

Habla habla by Jest - agosto 04, 2009 20:22 | Permalink | commenti (5)
giovedì, luglio 30, 2009

DEPR-AVATAR //La grande pianura in calore induce alla ricerca dello zero lobotomico. Tuttavia è proprio da questi stati d'animo che, a volte, sorgono impetuose riflessioni. E si notano cose che solitamente sfuggono. Tipo: ma quanto fanno schifo gli avatar degli utenti splinder? Apri la home page e c'è quel quadratone di colori e forme a quadratini. Anche se li vedi male e piccoli piccoli non puoi fare a meno di pensare: ma che cagate. Così in una mezz'oretta di rassegna degli utenti online, ecco i dieci più disgustosi, attualmente (o sino a poco fa) connessi.

 

Questo dovrebbe rppresentare i momologhi della vagina, Fa venire voglia di diventare culi.

 

Di traverso, come le giapponesi

 

Questo ci segnala dove sparargli col fucile per gli elefanti

 

Rubata dalla vetrina di un fotografo di matrimoni

 

Rubata dall'album dei due sposi

 

Quando si dice farsi le seghe sul blog

 

Eccerto, poi ti diventa così

 

Nemmeno Teomondo Scrofolo disegnava così

 

Le Brigate Rosse si danno all'uncinetto. Una nota rosa negli anni di piombo

 

Di questo non so cosa dire. Ma si può?

Habla habla by Jest - luglio 30, 2009 18:18 | Permalink | commenti (18)
martedì, luglio 28, 2009

Habla habla by Jest - luglio 28, 2009 19:57 | Permalink | commenti (6)
domenica, luglio 19, 2009

PARTITA IVA MAGARI TORNA LA VANONI //  Tutte quelle curve del Sachsenring e Rossi che le raddrizza. Sì, oggi mi sento Valentino alle prese col fisco: lui se l'è cavata con 35 milioni e un po' di mal di testa, io mi tengo il secondo e spero di sbagliare al massimo per 35 euro. Ho un reddito troppo basso per pagarmi un commercialista, ma sufficiente per farmi fare il culo da chicchessia se dovessi attuare ciò che oggi mi tenta: non evadere, omettere. L'impresa è ciclopica: farsi il modello Unico da soli. Prima di tutto perchè si chiama unico ma son tre fascicoli, ognuno dei quali si collega all'altro in un sistema di scatole cinesi e testi unici che nessun umano è in grado di decifrare. Nemmeno il presidente mondiale delle agenzie delle entrate potrebbe stabilire con certezza l'intepretazione di un qualsiasi rigo RQ+RL, per citare una combinazione di due semplici lettere che riferiscono a migliaia di commi. Lo scopo della burocrazia è dare un senso al potere, è logico. Ma questa non è burocrazia, ovvero la stratificazione di obblighi. Questa è matematica esoterica del comma. Non sarei qui a menarla se una maledetta partita Iva non mi costringesse a questa mortificazione dell'intelligenza. Ma come si fa? C'è anche un rigo sul prezzo mondiale del petrolio... Ma chi mi ha messo in queste condizioni? Chi mi paga poco e sadicamente si accanisce?  E se sparisse la partita iva e tornasse la Vanoni, non l'Ornella ma la riforma fiscale, non sarebbe tutto più semplice per noi cavernicoli del fisco? Come farò, mi affiderò al gesuita todo modo para buscàr la volontà divina. Con queste domande in corpo me ne vado in bagno, a dedurre oneri e svolgere occasionali prestazioni (deducibili dal mio corpo). Domani è un altro giorno. Dovrò pensare all'Inps e al più terribile modello da combattimento mai prodotto dal genere umano: il micidiale caccia F24.

Habla habla by Jest - luglio 19, 2009 16:55 | Permalink | commenti (7)
sabato, luglio 11, 2009

Quando la luna della foresta
dipinge il fiume e la montagna
e un altro inverno senza dolore
posa le ali sulla tua terra.
Stai già sognando lunghe stagioni
e mele acerbe da regalare
a chi ti aspetta senza parlare
nel tuo castello di roccia scura.
Dopo l'inverno la primavera
sveglia le cose con la sua pioggia
mentre i tuoi occhi chiusi nel sonno
stanno aspettando il suo richiamo.
Dio delle foglie!
Dio della valle!
Lui ti ringrazia per questo sonno
fa che il destino non sia crudele
per un tuo figlio sempre fedele.

Habla habla by Jest - luglio 11, 2009 11:30 | Permalink | commenti (4)
giovedì, giugno 25, 2009

SENZA PERDERE LA CONNESSIONE // Non è che ci abbia riflettuto molto, ma non sono tanto attratto dall'autocompiacimento del bloggerismo-twittersimo-facebookismo italiano e mondiale per la mano tesa, anzi taggata, alla ribellione dei democratici iraniani di Teheran. Comunicare, anche durante una rivolta o una rivoluzione, è fondamentale, mica dico di no, anzi. Il comandante Guevara lasciò la pelle anche per questo in Bolivia, per aver perso la "rete" con la città, con la capitale, con La Paz. E quel filo non ancora digitale era il filo, l'unico, che collegava un'impossibile rivoluzione con il resto del mondo. E se gli studenti iraniani vogliono comunicare disperatamente via internet o telefono, coi video, con un twitteraggio, bisogna essere lì, in ascolto. Ma senza dimenticare chi va in piazza davvero. Che un palmare non difende dai proiettili sparati dai cavernicoli islamici, che le palle per andare a farsi ammazzare ce le stanno mettendo loro, i ragazzi e la gente di Teheran E quindi, gente delle rete, io direi, meno seghe su come funziona 'sto fatto che nel 2010 il mondo gira su un cavo telefonico (e vorrei vedere). Là c'è sangue - fresco - per le strade.

Habla habla by Jest - giugno 25, 2009 00:45 | Permalink | commenti (3)
lunedì, giugno 22, 2009

Idolo

Habla habla by Jest - giugno 22, 2009 23:31 | Permalink | commenti (1)
lunedì, giugno 22, 2009

FIOR DA FIORE // Mail ricevuta oggi, ...Il mio nome e Natalie Bruno, Sono un dipendente manager in azienda Poland Metals Inc.....
....In breve la nostra azienda: abbiamo a che fare con la vendita e l'acquisto di certificati di metallo in Europa. Il nostro ufficio centrale si trova in Polonia. La prima licenza per le attivita in Polonia, e stato rilasciato nel 1998. Oggi abbiamo i nostri uffici e dipendenti nel tutto  mondo. Noi lavoriamo con i singoli clienti, come anche con le imprese.... 
....Offriamo ideali condizioni di lavoro. Una volta all’anno vi possiamo proporre 2 settimane di vacanza in localita della Polonia. Tutti i nostri dipendenti sono dotati di un intero kit per avere la possibilita di lavorare in ogni parte del mondo.

"Ogni volta che ascolto Wagner sento l'impulso irresistibile di invadere la Polonia"

Habla habla by Jest - giugno 22, 2009 21:14 | Permalink | commenti (1)
giovedì, giugno 04, 2009

Un uomo solo al Fila

Habla habla by Jest - giugno 04, 2009 11:17 | Permalink | commenti (11)
lunedì, giugno 01, 2009
Blog temporaneamente chiuso per retrocessione.
Habla habla by Jest - giugno 01, 2009 12:02 | Permalink | commenti (14)
lunedì, maggio 25, 2009
 TI AMO CAMPIONATO // La guardo da un punto di vista egoistico: era meglio retrocedere ieri, ma non per evitare di prolungare la sofferenza. E' che domenica prossima sarà il mio compleanno e di viverlo così, con un tramonto romano, pensando a tutte le strade che portano a Sassuolo, Grosseto e Pisa, con deviazioni (di nuovo) a Mantova o nella greve Frosinone già visitata solo due anni fa dai cuginastri, no non mi va. Ieri ero allo stadio, abbronzatissimo per i kilometri fatti sotto un atroce sole sahariano, al Fila prima, allo stadio poi. Con quell'incontro da Stringi, davanti alla Maratona con Il Conte e con Olut e il resto della band. Sulle nostre facce il caldo e qualcosa come un presentimento. Una domenica passata a braccetto coi genoani. Al Fila era un miscuglio di maglie e bandiere, si chiacchierava coi rossoblù come fossero fratelli, sembrava un raduno di famiglia. E' finita in un modo orribile, la più brutta scena mai vista in uno stadio, tutto uno stadio (pure io) che canta: siete come la Juve. Quello spicchio rossoblù, al gol di Milito che ci manda tutti in vacca, ha iniziato a saltare come avessero segnato nella finale di Coppa del Mondo. E poi la schifezza della rissa. Indigeribile. Così come le prestazioni di una squadra, quella genoana, che a Bologna ha passeggiato colpevolmente, facendosi battere senza opporre resistenza. Regalando poi anche al Chievo, giocandosi solo due partite alla morte negli ultimi due mesi: il derby e quella di ieri. Intanto a Verona, qualche personaggio adatto al sesso orale e a null'altro parlava di partita tranquilla, senza pestarsi i piedi. E domenica prossima è già tutto scritto, nessuno coltivi illusioni. Ci hanno truffato, brutalmente, per diverse volte, nell'arco di questa stagione. Ma se il Toro fosse stato Toro almeno la metà delle partite, oggi non dovremmo parlare di un campionato veramente squallido; 34 punti. Una schifezza, una vergogna, una colpa che è tutta di chi ha giocato, allenato, gestito.  Prima della partita parlavo di "trappolone". Ci siamo cascati dentro, anche stavolta. E ogni volta sembra  più dura venirne fuori. Sarà la quinta retrocessione della mia vita. MattaToro n° 5, mi direbbe Vonnegut. Che non era genoano, questo è certo.
Habla habla by Jest - maggio 25, 2009 12:24 | Permalink | commenti (11)
giovedì, maggio 21, 2009

Separati alla nascita

Habla habla by Jest - maggio 21, 2009 11:19 | Permalink | commenti (6)
mercoledì, maggio 06, 2009

STORIE DI PAPI (NON VATICANI) // "Scusa, ma nipote da parte di chi?" "Nipote da parte di fava"*

* professor Sergio Sassaroli
Habla habla by Jest - maggio 06, 2009 10:39 | Permalink | commenti (5)
lunedì, maggio 04, 2009

Baci
Habla habla by Jest - maggio 04, 2009 17:15 | Permalink | commenti (1)
lunedì, maggio 04, 2009

TUTTO IN UN MINUTO // Che ora era, le 16.45 0 46, quando il leader del Pd, Dario Ivan Franceschini pietrificava la Viola segnando il gol del pari granata. Annullato, ma annullato per cosa? Fuorigioco... Non è possibile, ancora? Tutti occhi di lince i guardalinee quando giochiamo noi. Sull'azione successiva, dieci secondi dopo, Sereni impazzisce e piglia la palla con le mani fuori dall'area: espulso. Nello stesso momento pareggia il Lecce con la Juve. Esco di casa sudaticcio e furibondo con tutta la nomenklatura che c'è nei cieli, vado a farmi prendere per il culo da un bancomat, poi corro allo stadio di Springfield, dove la locale squadra di calcio si gioca la (ri)conquista della serie D. Va tutto bene, si vince, siamo in pieno recupero, l'arbitro non fischia, non fischia mai la fine, sarà un quarto d'ora che siamo in recupero, mille e passa persone urlano "fischia!" all'arbitro sardo, gli dicono "Torna a ca' tua a piturà i barc!!". Non è ancora finita. Punizione per quegli altri sulla trequarti, mischione in area, arriva anche il loro portiere, un ciccione mostruoso, cross, uno la piglia con le corna e zamm, la ficca nell'angolino. Crolla tutto, le facce nostre, quelle dei giocatori, lo stadio viene avvolto da una specie di risucchio collettivo. Dura due secondi: là, lontanissimo che sembra quasi fuori città, c'è il guardalinee con la bandiera alzata: è fuorigioco, niente gol. Qualche volta ci va anche un po' di culo. Sembra strano dirlo proprio il 4 di maggio di 60 anni dopo.

nella foto: il leader del Pd, in spaccata, segna l'ennesimo inutile gol

Habla habla by Jest - maggio 04, 2009 13:05 | Permalink | commenti (2)
sabato, aprile 11, 2009

Pensando al sindaco granata di Villa Sant'Angelo (L'Aquila)

Habla habla by Jest - aprile 11, 2009 20:03 | Permalink | commenti (2)
giovedì, aprile 09, 2009

CITIZEN CANE (MALEDETTO) // Non mi piace lavorare la sera. Battere il marciapiede quello sì, mi piacerebbe, avessi solo un po' più di tette lo farei. Ma le riunioni. Le riunioni no: dibattito, convegno, assemblea pubblica, incontro, conferenza. Parole che mi sfregano le palle come gessi sula lavagna. Ma va così e per un anno sarà sempre più così, una due tre sere la settimana, fino alla sera delle elezioni. Beh, una volta ci andavo volentieri. Un po' l'ho vissuta quella che ogni tanto qualcuno descrive estaticamente, gesticolando con un braccio e protendendolo come quello guantato di Nilla Pizzi, come "la grande stagione della partecipazione".  Si trovavano dei pazzi, gente che aveva perso un po' la boccia, come il partigiano che arrivava in moto conciato come John Belushi in 1941 Allarme a Hollywood e chiamava tutti alle armi. O quello che era sordo totale, non capiva un cazzo, andava al microfono e non avendo udito ciò di cui si parlava, cannava l'argomento. Ma, come vedremo, l'off topic è un vizio capitale che è rimasto, è vivo e lotta insieme a noi. Adesso interviene meno gente. E non si discute, partono da casa con già in mente le cose da dire. Quindi il risultato è che ognuno parla per conto suo. Proliferano i serial speaker, i killer delle riunioni. Chi sono?  Vari tipi. C'è il sindacalista in pensione. Negli anni di assemblee in fabbrica ha maturato una certa capacità espressiva, nel senso che è in grado di ipnotizzarti con discorsi fiume con i quali si affrontano - a tutto tondo - i problemi dell'umanità. Non mancano una riunione. Sono i primi a intervenire. Leggono sui giornali le battute dei satirici e le riportano. Se producono una spiritosaggine in proprio ridono da soli. Quando arrivo al luogo dove si svolge la serata sono i primi che incontro e l'istinto mi dice: torna a casa, porca puttana, e di corsa. Ma mi tocca e resto. Chiederò un'indennità. Altro genere è l'andropausico. Tra i 45 e 50. Ha una bella fidanzata che lascia tutte le sere a casa (sto cercando di risalire all'indirizzo) perchè lui è un nomade del dibattito, diurno e notturno, si spinge sino a Milano. Ovunque si trovi chiede la parola.  E' uno che non ha mai fatto politica e ha la testa dura come quella di un leghista. Ha iniziato da poco a "impegnarsi" (e rompere i coglioni a me), cioè da quando un big bang cerebrale lo ha riportato alla fase uno dell'apprendimento e della comunicazione. Il suo mondo è appena nato e quindi lo racconta per intero, scopre sorgenti di acqua calda, riflette con profondità su fenomeni irrilevanti, pone domande. Teorizza ad minchiam. E alla fine manda in vacca la riunione perchè gli altri, invece di mandarlo affanculo, gli danno retta, gli rispondono, lo seguono su quel terreno inclinato come un precipizio mentale che sfocia in un labirinto impolverato dove giace lo scheletro di Teseo, privato del suo filo.  Altro genere: candidatura cercasi (detti anche i La Trippa). Proliferano le liste civiche. Siamo tutti civici e slegati dai partiti. Campioni di retorica vacua, alzano la manina e imbracciano il microfono  a testa china, come Massimo Ranieri nell'attacco di Erba di casa mia e dopo pochi minuti di introduzione, una sorta di riscaldamento pre-partita, iniziano a salire col tono della voce, durissimi e purissimi, inflessibili. Non so se il modello è Mussolini o Beppe Grillo. O Totò.  Ma quando declamano "cittadini" assomigliano a tutti e tre  in modo inquietante. Ritornello preferito:  perchè noi "siamo al servizio del cittadino", con varianti come "è il cittadino che comanda", è il "vero padrone" e via dicendo. Per fortuna, da che mondo è mondo, i cittadini non decidono una bella sega, essendo una categoria generalmente infima e che desidera il bene proprio e il male altrui. Ma questo è un altro discorso.

Habla habla by Jest - aprile 09, 2009 17:58 | Permalink | commenti (7)
lunedì, aprile 06, 2009

Detto che mi guardano strano quelli che  spesso mi vedono uscire la sera tardi in macchina dal portone di un convento, io mi rivedo ancora più strano come ero stasera, quasi a fare un balzo per il gol del Milan al centotrentacinquesimo minuto*/ *giocava contro il Lecce, una delle squadre alle quali contendiamo l'esistenza.

E FUORI, I SECONDI // Ero al bancone del bar, di là il barista, di qua uno juventino (con la camicia marrone, mah). Lo juventino si lamenta un po' del fatto che insomma, lui preferiva un passo falso dei rossoneri bla bla bla. Gli dico: ma scusa, che cazzo te ne frega di arrivare secondo o terzo, non c'è nemmeno più da fare il turno preliminare di Champions League? "Ehhh no, ma conta arrivare prima o dopo di loro..."  Ok, cerco di spiegarti, allora. Capo primo: inutile che te la meni col Milan quando è chiaro come il sole che rosicate da morire perchè l'Inter vi fa marameo e ri-vince lo scudetto. E questo lo posso capire. Ma dimmi (capo secondo) ti rendi conto che il campionato finirà a metà maggio ed entro la fine di quel mese nessuno già si ricorderà più di chi è arrivato secondo o terzo? "Ehh no, dai.. " Allora ti faccio un esempio concreto: chi ha vinto lo scudetto nel  1985? Aggrotta le ciglia e la fronte si schiaccia fino ad apparire una linea retta. "Dunque, nell'85 avevo 14 anni.... Il Verona... Sì, il Verona!!" Azzo, non me l'aspettavo... Bravissimo! E sai dirmi anche chi è arrivato secondo quell'anno? Va a tentativi: Milan? Inter? Juve? Fidelis Andria? Il barista capisce il mio gioco e, pur non sapendo, butta lì sicuro: il Toro! Già, indovinato. In fondo la mia psicologia è semplice, basta sapermi prendere, mica come con Adriano. Divenuti in un minuto e mezzo convintissimi  militanti della mia teoria sulla vacuità del secondo posto, ammirati e onorati di parlare con un simile accademico della pedata, il barista e lo juventino iniziano a ricordare il Toro dei tempi, cannando giocatori e tutto, massì: va bene lo stesso. Nell'85 non c'erano Pulici e Graziani, casomai era l'epoca di Leo Junior e Dossena, però quel che conta è come brillano i loro occhi a dire certe cose, figuriamoci i miei a sentirle. E quante volte ho fatto  'sti discorsi sul Toro che - più che vincere - terrorizzava gli avversari, perchè giocare con noi erano cazzi, bastava ci girassero i maroni e tra giocatori tifosi e colori c'era gente che avrebbe voluto scappare a casa dalla mamma piuttosto che essere in quella Plaza, a giocare (giocare si fa per dire) contro il Toro. Per me, che vivo da sempre fra gente a strisce, questi sono i momenti migliori. Retorica & nostalgia a manetta, Orgoglio e Pregiudizio come piovesse.  Stasera no, e non perchè è la solita maledetta domenica nella quale  abbiamo perso alla cazzo di cane, no. Anche a questo sono abituato. Ho sentito una cosa diversa, che è salita e mi ha accompagnato le dita lungo lo stelo sottile di un calice e sembrava un senso irrimediabile di incompiutezza della vita. When We Were King, quando eravamo Re, mica ci pensavo, davo per scontato. Dopo lo scudetto del '76 ero sicuro ne sarebbero arrivati altri e dopo aver perso come perdemmo quello dell'anno dopo pensai che era stato solo un incidente e che eravamo  nuovamente destinati all'eternità. Ma così, senza consapevolezza, perchè doveva essere e basta. Senza capire, senza goderne abbastanza, come uscire una sera con Giorgia Meloni e non dirle nemmeno una volta: zoccola. E senza avere la saggezza di capire, che quello era un momento e che la storia girava in un altro senso. Vabbè, ero un ragazzino, ma oggi rimpiango il fatto che tutti quei ragazzini del '76 non siano stati capaci di criogenizzare l'universo e fermarlo lì, di obbligarlo  a subire la nostra felicità. E così forse ho finalmente capito che peccato mortale è - oggi - perdonare tutti quelli che non sanno quello che ci fanno.

nella foto: vedi alla voce ci fanno

Habla habla by Jest - aprile 06, 2009 00:19 | Permalink | commenti (10)
sabato, marzo 28, 2009

UNITAMENTE AI DANNATI // Felicità, inculare albano sopra il divano la felicità, chiavare romina sulla panchina, la felicità. La classe operaia italiana del 1982, dall'alto dei suoi bassifondi, stornellava allegra. da campione del mondo in carica. L'82 però è l'ultimo anno in cui un club inglese vince la Coppa dei Campioni. Verranno l'Heysel, il lungo embargo e la Champions League, prima che una britannica trionfi di nuovo (nel '99, Man Utd). Nell'82 vinse l'Aston Villa col Bayern Monaco, uno a zero, gol di Peter White, ma qui si parla d'altro, cioè del meraviglioso bassofondo operaio di Nottingham, del Forest, di un laburista: Brian Clough. "The Reds" ce l'avevano col Liverpool perchè gli avevano sgraffignato il soprannome. Li allenava Clough, un allenatore piuttosto miracoloso, dato che aveva già portato al titolo inglese e a una semifinale di Coppa campioni il misconosciuto Derby County. Quasi tutto quelo che sappiamo e si dice di Clough in Italia è riferito proprio a quella semifinale del 1973, dato che si giocò tra Derby  e Juventus. Passò la Gobba, che poi finì a sbattere in finale su uno scoglio più grande di qualsiasi iceberg: l'Ajax di Cruijff. Nella gara di ritorno gli inglesi si lamentarono dell'arbitro. A dire il vero fecero di più: Clough definì gli juventini "cheating bastards", anticipando di più di trent'anni il pensiero comune sull'epoca Moggi. Disse anche che gli italiani erano dei vigliacchi, pigliandosela con  i soldati italiani in guerra. Dopo Derby andò al Leeds Utd, dove fu cacciato in 44 giorni. Prese i Notts dalla seconda divisione. Vinse, fu promosso e al primo anno di Premier Division (non c'era ancora la Premier League) portò a casa - incredibilmente - il titolo. Ancor più incredibilmente, l'anno successivo, andò a vincere la Coppa Campioni. Fece di più: ne vinse una seconda, dodici mesi dopo. Un'impresa unica nella storia del calcio e il Forest è la sola squadra che abbia mai vinto una Coppa Campioni e che sia poi finita in terza divisione (ne è risalita appena l'anno scorso). I tifosi di Nottingham, fetente città operaia, noto per le fabbriche e lo sceriffo cattivo di Robin Hood, erano rossi come le magliette della squadra. Clough era un uomo di sgradevolissimo carattere e un laburista vecchio stampo, più o meno come lo scozzese Alex Ferguson, che però è di tradizione portuale. I tifosi comunisti d'Inghilterra li avevamo già conosciuti nel 1966. L'Italia giocava il suo mondiale al Riverside di Middlesbrough e lì tifavano tutti North Korea, con enorme trasporto (fuori dalle case degli operai sventolavano bandiere rosse e  koreane, i pochi tifosi provenienti da Pyongyang venivano ospitati nelle proletarie case basse di mattoni a vista). Pure a Nottingham la musica era quella lì e contro il Malmo nel '79 e contro l'Amburgo nell'80 la suonarono gente come Shilton, Viv Anderson, Gemmell, ma soprattutto il panciuto scozzese John Robertson e Trevor Francis. Clough non amava il gioco all'inglese, preferiva palla a terra, ma per portarsi a casa due titoli di campione d'Europa dovette ricorrere a un po' di detestatissimo gioco all'italiana. Francis è l'unico di quella squadra che ho visto giocare, dal vivo. Lo aveva appena preso la Samp e faceva coppia con un altro neo-acquisto del presidente Mantovani: Roberto Mancini. Dietro, a suggerire, Liam Brady. Vidi quell' Inter-Ciclisti a San Siro, vinse la Doria. L'Inter schierava Juary e Hansy Muller, con Beccalossi e Spillo Altobelli. Francis e Mancini rifilarono due pere alla confusa ammucchiata nerazzurra e vidi un giocatore, l'inglese, che mi parve un fenomeno. Ma anche Mancini, che aveva sì e no 18 anni, fu strepitoso. Ieri in Inghilterra è uscito un film: Damned United. Raconta di Clough, soprattutto di quei 44 maledetti giorni di Leeds. Dubito arriverà in Italia, quindi questa è una preventiva ed entusiasta recensione sulla fiducia. Unitamente ai dannati del tifo granata, domani dò una vacanza al mio fegato. E così mi abbandono ai ricordi. Felicità...

Habla habla by Jest - marzo 28, 2009 21:27 | Permalink | commenti (10)
martedì, marzo 24, 2009

....bitter dreams grow heart
locked in a Gran Torino...
Habla habla by Jest - marzo 24, 2009 16:39 | Permalink | commenti (14)
lunedì, marzo 16, 2009


Bergamo, ieri
Habla habla by Jest - marzo 16, 2009 17:31 | Permalink | commenti (8)
martedì, marzo 10, 2009

Sulla curva Maratona
osservavamo il panorama
di un gorilla portato là
con una maglia come un pigiama

D'improvviso la grossa gabbia
che conteneva l'animale
si aprì di botto soltanto un poco
e lui fece gol ma in fuorigioco

attenti a Fari-iiii-iii-ii-naaa!
Habla habla by Jest - marzo 10, 2009 20:03 | Permalink | commenti (3)
lunedì, marzo 09, 2009

IL DERBY ALL'INCONTRARIO // Da quando sono tornati in A ci hanno sgraffignato tre derby su quattro. Gli sono bastati tre gol, di cui due abbastanza farlocchi e uno sostanzialmente comico. Noi, in quattro partite, siamo riusciti a fare zero gol a Buffon. In totale abbiamo all'attivo un tiraccio di Recoba pericolosetto, una traversa clamorosa di Rosina, un tentativo di papera di Manninger, uno sciagurato colpo di testa di Stellone da tre metri finito in curva. Ma questo non sabato sera,dico: in tutte e quattro le partite. E quindi c'è poco da star lì. Sabato sera, per dire, i cugini non potevano esimersi dal vincere, dato che Sereni è Mago Zurlì ma non Superman, che un secondo tempo così sciatto non se lo aspettava nessuno, dopo che nel primo sembravamo noi i secondi in classifica e loro i diciassettesimi. Eppure Ranieri aveva fatto la formazione con diversi cassaintegrati della New Holland, più un bambino prelevato dall'asilo nido aziendale. Il messaggio era chiaro: oggi l'Inter ha vinto e noi pensiamo al Chelsea, fate voi. E il Toro, oggi, fa quello che può, che non è molto e che non può bastare a ristabilire una gerarchia da derby: loro a soffrire, noi a devastarli. Ma niente, non succede dal 3-3 della rimonta e dal 2-2 del coniglio Maresca. Da lì in poi, ed è la cosa che mi fa rosicare di più, non hanno avuto più paura di noi. E se il Toro non ti fa paura, lo batti. Ma io ho capito che sarebbe andata male quando in una tribuna tutta granata e battuta da una specie di bora boreale, mi si è seduta accanto una tribù di catanesi gobbi (tifosi del Catania ma juventini per l'occasione). M'avessero detto che erano pure parenti di Capezzone mi sarei alzato e me ne sarei andato. Intanto questi menarogna allo stadio c'erano venuti più per mangiare che per guardare la partita, dato che la loro scorta di panini avrebbe messo in soggezione Poldo Sbaffini. E io lì con i succhi gastrici cementificati nella bocca dello stomaco, accidenti a me. Non mi posso consolare nemmeno con la Maratona, solitamente gioia di occhi e orecchie (la loro curva, invece, non è nemmeno da considerare tale). Niente coreografia, pochi cori, solo una massa granata, ammutolita dopo il gol di Chiellini. Si vede che sapere di avere davanti Ventola-Stellone rende fatalisti. Ecco, se Stellone si fosse messo la parrucca di Drogba, magari Buffon avrebbe mostrato ansia, invece secondo me era lì che telefonava ad Alena tra un cross e l'altro, mentre loro tenevano in campo due cloni di Raffaella Carrà (Poulsen e Nedved) e Corini saltava in groppa a Giovinco in una scena degna di Paperissima Sprint e della quale si è parlato nelle moviole ("Corini andava ammonito ancora e quindi espulso") più del fuorigioco di Iaquinta, quello sì uno scippo bello e buono. Alla fine eravamo molto tristi, logicamente. E loro molto contenti, tutti, giocatori e tifosi. Perchè ci tengono a vincerla questa partita, che sta diventando la loro partita, in questo mondo girato al contrario.

nella foto: il Capitano dà l'esempio e indica la posizione più consona alle nostre attuali attitudini

Habla habla by Jest - marzo 09, 2009 12:15 | Permalink | commenti (3)
martedì, febbraio 24, 2009
EDUCATIONAL // Adesso dopo sto andando a una cosa sull'educazione stradale, una roba molto molto importante, fatta proprio nel giorno ideale per non dare nell'occhio. Ma spero comunque che mi spieghino bene come fare per poter andare in giro drogato senza dover rischiare che uno slavo mi bocci la macchina col femore. 
Habla habla by Jest - febbraio 24, 2009 11:39 | Permalink | commenti (6)
lunedì, febbraio 23, 2009

BREVI CENNI DI CRONACA // Essendo io impegnato in questi giorni in giardinaggio e in danze rituali, ho bisogno di qualcuno che mi faccia un riassunto: chi è che ha giurato sulla Costituzione, Sal Da Vinci?

Habla habla by Jest - febbraio 23, 2009 11:43 | Permalink | commenti (8)
martedì, febbraio 17, 2009
TITOLI // Alberto ha lavato la sua bicicletta. La mamma ha cucinato la pasta. Il gatto dorme sul cuscino. Cesarino ha disegnato un fiore. Matilde gioca con la sabbia. The pen is on the table. Il fornaio vende il pane. Il coniglo esce dal cilindro. Pingu si è fatto un'albanese.
Habla habla by Jest - febbraio 17, 2009 18:38 | Permalink | commenti (16)
lunedì, febbraio 16, 2009

 You Can Not Be Serious (auguri John)

Habla habla by Jest - febbraio 16, 2009 21:37 | Permalink | commenti (7)
giovedì, febbraio 12, 2009
TELEFONATE // Bla bla bla bla.....BLA BLA BLA BLA ........................................ bla bla bla............ BLA BLA BLA.. Perchè io (IOOOOOOOO)  voglio far sentire la mia voce! Ecco, brava, vai a XFactor.
Habla habla by Jest - febbraio 12, 2009 11:02 | Permalink | commenti (14)